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La storia

La nascita di una tradizione

Tutto cominciò il 23 marzo 1937, quando il Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale degli Infermi di Biella si riunì per deliberare l'istituzione di una Scuola Convitto professionale per Infermiere.

Il 20 agosto 1938 il Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno, di concerto col Ministro dell'Educazione Nazionale decretò l'autorizzazione ad istituire presso l'Ospedale degli Infermi di Biella una Scuola Convitto professionale per Infermiere.
Iniziò così rapidamente la ristrutturazione del 2° piano del vecchio Ospedale, che aveva ospitato la medicina, trasferita ormai nel nuovo monoblocco; l'offerta di £ 200.000 da parte della Signora Laura Petiva d'Ovidio per concorrere alle spese della ristrutturazione fornì linfa vitale al progetto, tanto che nell'estate del '41 i locali furono pronti.
La cronaca cittadina (Il Popolo Biellese - 11 agosto '41) diede ampio spazio all'apertura della nuova Scuola Convitto "Laura Petiva d'Ovidio": ".... Lunghi e importanti sono stati i lavori eseguiti nella sede di questa nuova scuola, perché nella sua realizzazione si è voluto seguire fino nei minuti particolari i più rigidi criteri della tecnica moderna. Ora locali, ampi, luminosi, bellissimi, dotati di ogni comodità e di ogni conforto, sono pronti ad accogliere la prima schiera di allieve...."
Le iscrizioni si chiusero il 20 Settembre 1941 ed a ottobre il I° anno del Corso Professionale per Infermiere ebbe inizio.

Diplomate Infermiere presso la Scuola di Biella nel 1944
Diplomate Infermiere presso la Scuola di Biella nel 1944

Le allieve di quegli anni lontani erano soprattutto religiose ma non mancavano giovani donne disposte a intraprendere una professione particolarmente impegnativa: avevano un'età tra i 18 ed i 35 anni, erano obbligatoriamente nubili o vedove, e dovevano possedere una sana e robusta costituzione (e questo la dice lunga sulla fatica intrinseca alle attività infermieristiche!), ma soprattutto dovevano dimostrare una moralità irreprensibile, testimoniata da un certificato di buona condotta non anteriore a 3 mesi ed "... una dichiarazione firmata da 2 persone rispettabili conosciute dall'Amministrazione della Scuola che attestino la indiscussa moralità dell'aspirante...". Inoltre dovevano presentare il consenso scritto del padre o di chi ne esercitasse la patria podestà, per le minorenni, e l'indicazione di un raccomandatario residente a Biella per poter "dare comunicazioni urgenti riguardanti l'allieva" (Statuto della Scuola).
La vita delle allieve infermiere non era facile: dovevano vivere nel Convitto interno, era loro vietato trascorrere anche solo una notte al di fuori; la sorveglianza era affidata ad una Direttrice religiosa, che vigilava sull'educazione morale, sull'osservanza degli orari, della disciplina, dei turni di servizio diurni e notturni, dell'igiene e dell'ordine, applicando, in caso di infrazioni, sanzioni e punizioni che andavano dall'annullamento della libera uscita al licenziamento.

 
Diplomate della Scuola di Biella del 1973
Diplomate della Scuola di Biella del 1973

Gli anni '70 e '80 segnano una svolta decisiva alla struttura, al funzionamento ed alla didattica della Scuola: le tappe fondamentali sono essenzialmente 3:
 nel 1973 le porte delle Scuole per Infermiere si aprono ai maschi, soprattutto per dare modo ai molti Infermieri Generici, presenti ancora in modo massiccio tra le file del personale d'assistenza, di usufruire di una speciale sanatoria che favorisce la loro riqualificazione. Al di là delle grandi battaglie vissute all'interno della professione per quella che sembrava una "svalutazione" del titolo professionale, la presenza dei maschi nel mondo infermieristico è stata ed è importante perché testimonia come "fare l'infermiere" non fosse un modo istintivo e materno di rivolgersi ai sofferenti, e neppure una missione religiosa tutta femminile, ma un lavoro, da affrontare con impegno, responsabilità e preparazione.

Non è da sottovalutate che proprio la presenza dei maschi mise fine al Convitto, alla vita quasi monacale a cui erano costrette le donne che sceglievano di essere Infermiere; è da questo momento che la professione Infermieristica italiana incomincia il suo lungo percorso verso la visibilità, il riconoscimento sociale e professionale.

 Nel 1975 l'Italia ratificò l'Accordo Europeo di Strasburgo sulle funzioni e sulla formazione infermieristica: cambiò tutta l'organizzazione didattica, il Corso passò da 2 a 3 anni di formazione, le ore di teoria aumentarono e fu disciplinato un tirocinio inteso ormai come strumento didattico per insegnare la professione, tutelato e pianificato per raggiungere obiettivi formativi stabiliti. Negli stessi anni avvenne anche un grande capovolgimento politico ed amministrativo: nacquero le U.U.S.S.L.L e le funzioni amministrative di formazione professionale si trasferirono dallo Stato alle Regioni: ciò permise l'inserimento delle Scuole per Infermieri in canali formativi "protetti", controllati ed omogenei su tutto il territorio regionale.

Malgrado i nuovi assetti istituzionali ed organizzativi la migliore tradizione della vecchia Scuola "Laura Petiva D'Ovidio" di Biella non cambiò, così come la sua fama.

 
Diplomati Infermieri del 1992
Diplomati Infermieri del 1992

L'ultimo anno di vita della "Laura Petiva d'Ovidio" fu il 1998: nel luglio di quell'anno diplomarono gli ultimi Infermieri dei 2192 che possiedono il Diploma di Infermiere Professionale rilasciato da questa storica Scuola, ma non tutto è scomparso e lasciato solo ai ricordi di chi c'era: rimane, come continuità e "marchio" di qualità da utilizzare nel nuovo Corso di Laurea Infermieristica, l'esperienza dei molti anni di direzione e di tutorato del personale infermieristico che ancora oggi svolge funzioni didattiche, la disponibilità e la professionalità ad essere formatori del personale infermieristico delle unità operative dell'A.S.L., nei cui ricordi è indelebile il loro essere stati studenti di una Scuola che li ha forgiati, con severità certo, ma con la coscienza del ruolo impegnativo che erano chiamati a svolgere.
Come in ogni aspetto della vita di tutti, le cose hanno un inizio, una fine ed un altro inizio, in una storia infinita che intreccia passato, presente, futuro in un abbraccio fortunato dove tradizione e innovazione si coniugano perfettamente.

 
Diplomate della Scuola "Laura Petiva D'Ovidio" nel 1996
Diplomati della Scuola "Laura Petiva D'Ovidio" del 1996